Questa pagnotta nasce dalla richiesta da parte di un’amica. Il suo ragazzo ha una leggera intolleranza al glutine e, in vista di una cenetta romantica, lei mi ha chiesto di provare a fare una pagnotta che contenesse le farine che solitamente prediligono: Kamut e riso.

Io ho voluto comunque aggiungere un pochino di farina di grano tenero – la mia solita 0 biologica del Mulino Marino – per garantire la lievitazione e reggere le alte temperature di questi giorni di caldo africano.

Il risultato è una questa bella pagnotta abbronzata, ben lievitata.
Ovviamente non ho potuto assaggiarla, ma invito i diretti interessati a lasciare una recensione qui sotto il post 😜.

Per questo impasto ho fatto un’autolisi breve, di solo 20 minuti, per paura della temperatura troppo elevata e della scarsa potenza delle farine. Ho lasciato riposare l’autolisi a temperatura ambiente, nella ciotola ben chiusa, e poi ho aggiunto il licoli attivo.

Ho impastato bene, a mano, fino all’incordatura, poi ho aggiunto il sale e ho nuovamente impastato fino al completo assorbimento. Ho richiuso il coperchio, lasciando rilassare l’impasto per circa 15 minuti per poi iniziare il primo giro di pieghe di rinforzo in ciotola. Ho ripetuto il giro dopo circa 30 minuti, poi ho lasciato lievitare a temperatura ambiente (28°C) per 5 ore.

L’impasto si presentava quasi raddoppiato, così l’ho formato facendo un’unica pagnotta che ho poi inserito nel cestino di lievitazione che ho riposto in frigorifero per circa 3 ore.

In serata ho acceso il forno con all’interno la mia pentola di ghisa. Una volta raggiunta la massima temperatura (il mio 240°C statico) ho tolto la pentola, inserendo all’interno la mia pagnotta. Ho richiuso il coperchio e inserito tutto in forno, per 25 minuti.

Dopo questo tempo ho aperto rapidamente il forno per togliere il coperchio e ho finito di cuocere per altri 15 minuti, lasciando il pane nella pentola ma senza coperchio e inserendo la modalità ventilato.

A fine cottura ho tolto la pentola dal forno, ho controllato “bussando” la pagnotta sotto, e ho lasciato raffreddare su una gratella.