Pane alle erbe aromatiche

Un altro pane nato per caso, dalla voglia di utilizzare le erbe aromatiche che coltivo con amore sul mio balcone.
La primavera risveglia olfatto e gusto, così ho colto qualche rametto di timo, un po’ del mio adorato rosmarino e qualche foglia di salvia. Ho lavato bene, asciugato e sminuzzato il tutto con un coltello.
Il profumo di questo mix squisito ha accompagnato quello pane durante la cottura, lasciando un aroma favoloso alla mollica.
Ah, dimenticavo…avevo una patata bollita avanzata che ho pensato bene di inserire nell’impasto.
L’accoppiata patata-erbe aromatiche è davvero magica. Provatela!

Per il mio Pane alle erbe aromatiche inizio il processo di panificazione facendo una lunga autolisi (circa 1 ora) lasciando l’impasto autolitico di farina e quasi tutta l’acqua – ne avanzo sempre 50gr da inserire dopo – in una ciotola chiusa, a temperatura ambiente.

Passato il tempo di autolisi aggiungo il licoli e impasto. Lascio riposare 10 minuti circa e poi aggiungo una patata media (meglio se cotta il giorno prima e a pezzettini). Impasto tenendo sotto controllo la consistenza: la patata e il suo amido renderanno l’impasto molto idratato, quindi potrebbe non esserci bisogno di inserire l’acqua avanzata (circa 50gr).
Poi inserisco le erbe aromatiche, fresche e sminuzzate, e il sale.
Continuo ad impastare finche il tutto non risulta liscio ed omogeneo. L’impasto è piuttosto appiccicoso ma niente paura, arriveranno in soccorso le pieghe di rinforzo.

Lascio riposare l’impasto 20 minuti in ciotola con coperchio, quindi inizio a fare le pieghe di rinforzo con le mani leggermente bagnate. Ne faccio 4 giri, ogni 20 minuti circa. L’impasto migliorerà di consistenza ma resterà comunque un impasto molto morbido.
Passati tutti i giri di pieghe, copro la mia ciotola e lascio lievitare a temperatura ambiente altre 4 ore, lontano da correnti di aria.

Quando l’impasto è lievitato (non attendo il raddoppio) formo la mia pagnotta: mi aiuto con una pre-formatura, poi formo e metto nel cestino di lievitazione.

Piccolo consiglio: sul fondo del mio cestino appoggio un mazzetto di aromatiche insieme a una bella spolverata di farina. In questo modo le ritroverò sulla crosta della mia pagnotta e non si staccheranno!

 

Cuocio il giorno successivo facendo riposare la mia pagnotta già formata nel frigorifero per 8-10 ore.
Il giorno dopo, quando sono pronta, accendo il forno al massimo (io 240°C), ci infilo la mia pentola di ghisa e attendo che arrivi a temperatura. La tolgo dal forno – facendo attenzione a non scottarmi – e inserisco la pagnotta fredda da frigorifero.

Inforno con coperchio per 20 minuti, poi apro il forno e tolgo il coperchio alla pentola. Continuo a cuocere abbassando a 200°C per altri 20 minuti controllando di tanto in tanto la pagnotta e il calore del forno.

Il risultato è questo pane sofficissimo, dal sapore dolce della patata e aromatico delle erbe che però, in cottura, si dissolvono quasi completamente nella mollica.
Si mantiene morbidissimo per un paio di giorni conservandolo nel sacchetto di carta ma consiglio di mangiarlo subito, dal momento che contiene erbe fresche.

 

[Aggiornamento al 25 Aprile 2020: ho provato utilizzando il 30% di patate sul peso della farina e ho allungato il riposo in frigo fino a 15ore. L’alveolatura è venuta molto più omogenea e molto meno umida].

Pane alle erbe aromatiche

Pane con farina di spelta bianca

Un pane test che nasce per caso. Ho acquistato la farina di (farro) spelta bianca alla Coop svizzera l’ultima volta che sono passata da Chiasso. Un po’ per curiosità, un po’ perchè le farine svizzere sono quasi tutte biologiche e hanno prezzi molto più contenuti delle farine italiane del supermercato…mi sono lanciata nell’acquisto di 1kg.
Sono andata “a sentimento”, come dico sempre. Prima sperimento, poi approfondisco e studio.
Mi piace fidarmi dei miei sensi, capire con le mie mani cosa miscelare e quanta acqua aggiungere.

Il risultato è ovviamente inaspettato: un pane sofficissimo, con una bella crosta croccante e scura e un interno chiaro ed alveolato. Per niente umido o compatto!

Miscelo le farine, aggiungo 2 pugni di fiocchi di avena e poi quasi tutta l’acqua prevista. Impasto grossolanamente e faccio una lunga autolisi di 1 ora.

Aggiungo poi il licoli attivo e un paio di cucchiai di acqua, dal momento che l’avena e le farine hanno assorbito molto e l’impasto mi sembra un po’ asciutto. Impasto a mano come al solito, fino a che il lievito non risulta completamente inglobato.
Ho un impasto morbido, piuttosto idratato ma liscio.

Lascio riposare una decina di minuti e aggiungo il sale, continuando ad impastare fino a che non si è completamente disciolto.
Trasferisco il mio impasto in un contenitore con coperchio e lo lascio riposare una mezzora, poi inizio con le pieghe.
Ne faccio almeno 4 giri, a distanza di 20 minuti l’uno dall’altro. Poi mi dimentico l’impasto per 7-8 ore a temperatura ambiente.

Lo formo – anche se non è esattamente raddoppiato di volume – e prima di spostarlo nel cestino di lievitazione, spargo alla base del mio tovagliolo di cotone una manciata di fiocchi di avena e una spolverata di farina. Questo è il trucco per far aderire semi/fiocchi alla superficie della vostra pagnotta, evitando che si stacchino in cottura.

Ripongo il mio cestino nel frigorifero per l’intera notte e il mattino accendo il forno al massimo (250° statico).
Quando il forno è a temperatura tolgo la mia pagnotta dal frigo e la rovescio sulla teglia – o all’interno della pentola di ghisa.


Cuocio per 20 minuti senza aprire il forno, poi controllo ed eventualmente abbasso a 200° mettendo il ventilato. Termino la cottura dopo altri 20 minuti e lascio raffreddare.

QUI il video del pane appena tagliato

Biscotti con esubero di licoli

Vi capita mai di ritrovarvi con grandi quantità di licoli, del quale non sapete esattamente che farne?
Buttarlo è peccato, di pane ne avete già prodotto abbastanza… quindi ci si ingegna con ricette antispreco per farne fuori un po’.
Questa ricetta presa dal blog Messaggi dal Frigo permette di sfornare ottimi biscotti per la colazione. Una frolla molto leggera, assolutamente diversa dalla classica pastafrolla, facile da lavorare e base perfetta per crostate o biscotti ripieni. Io ho già sperimentato diverse varianti, come piace fare a me, e qui vi ripropongo la mia preferita.

Biscotti con esubero di licoli: impasto

Per accelerare i tempi – e per comodità – questa frolla la faccio fare al mio robot da cucina, inserendo le lame in plastica. Peso tutti gli ingredienti direttamente nel contenitore e poi do una bella frullata, finchè non vedo formarsi dei grossi granelli.

Tolgo il composto dal robot e passo su una spianatoia per lavorare rapidamente la frolla, creando una palla.
La consistenza è molto morbida, perchè la quantità di licoli non è poca, ma non preoccupatevi. Una volta avvolta nella pellicola trasferitela in frigorifero per almeno 4-6h.

Biscotti con esubero di licoli: stesura e cottura

Quando siete pronti per infornare, stendete la frolla col matterello fino ad uno spessore di circa mezzo centimetro. Con una formina tagliate i vostri biscotti e posizionateli sulla carta forno.

Si cuociono in forno a 180°C per circa 15 minuti, a seconda del grado di cottura che preferite.

Come sempre sono felice di rispondere a domande o curiosità, qui sotto nei commenti ⬇

Altre ricette da realizzare con l’esubero del tuo lievito madre?!

RICETTE CON ESUBERO

Challah – 1° tentativo

Ok, dovete promettermi di non ridere di questo mio primo tentativo di Challah.
Le trecce non sono il mio forte e, da brava Capricorno, ho dovuto provare subito con la variante più difficile, a 5.
La Challah è il tipico pane ebraico che accompagna il giorno di sabato, lo shabbat, e le feste ebraiche.
Al di là del significato religioso, io lo trovo un pane bellissimo!
Questa ricetta è un mix di ricette trovate sul web, variate e modificate a mio piacimento. Il risultato è una sorta di panbrioche leggero e ottimo sia col dolce che col salato.

La preparazione avviene la sera prima, quando preparo una sorta di prefermento con licoli, acqua e farina, nelle dosi che trovate nel box qui a destra. Una volta mischiati gli ingredienti ne prelevo 200gr dal totale, trasferisco in un vasetto pulito e con il tappo.
Lascio a temperatura ambiente tutta la notte (8-10h).

La mattina unisco gli ingredienti della Challah nell’ordine che trovate scritto, e per ultimo aggiungo la farina e il prefermento della sera prima.

Quando ho ottenuto un impasto liscio ed omogeneo (la consistenza non deve essere appiccicosa), trasferisco in una ciotola leggermente oleata e faccio lievitare nel forno spento per 2-3h.

Passato questo tempo prendo il mio impasto, lo divido nel numero di panetti che desidero e formo dei salsicciotti.
Da qui in avanti vi consiglio di cercarvi un bel tutorial su Youtube perchè, come potete vedere, la mia treccia a 5 capi non è venuta esattamente come mi aspettavo 😛

Superata la fase dell’intreccio, metto la mia Challah a lievitare nel forno spento per 5-6h. Io l’ho inserita in uno stampo da plumcake perchè la forma ormai era compromessa!

Una volta raddoppiata è pronta per essere infornata in forno statico, a 200°C, per 20-25min. Attenzione che non si abbronzi troppo. Nel caso copritela con un foglio di carta alluminio.

 

Aspettate che sia fredda prima di tagliarla e conservatela avvolta nella pellicola trasparente. Si mantiene soffice per 3 giorni!

Per dubbi e dettagli, commentate qui sotto ⬇

Focaccia alta

Una focaccia nata in un giorno storto. Maltrattata, dimenticata e condita di fretta. Un risultato totalmente inaspettato, frutto di una lunghissima lievitazione che, a quanto pare, ha fatto bene all’impasto.

Faccio autolisi con tutta la farina e quasi tutta l’acqua e lascio riposare per 1h30 a temperatura ambiente, in una ciotola coperta.
Aggiungo il licoli e impasto rapidamente. Aspetto una decina di minuti prima di inglobare il sale e, quando non sento più i granelli nell’impasto, aggiungo un cucchiaio abbondante di olio extra vergine di oliva.
Impasto fino al completo assorbimento dell’olio, finchè l’impasto non risulta omogeneo e la ciotola resta pulita.

Lascio riposare in ciotola, coperto, per 30min senza toccarlo. Successivamente inizio con le pieghe a 3 – o a portafoglio.
Ne faccio 1 giro ogni 20 minuti per le prime 2 ore di lievitazione. Passato questo tempo metto l’impasto, chiuso ermetico nella ciotola, in frigorifero.

Lo lascio in frigorifero 8h, nel ripiano più alto (il mio ha una temperatura di circa 3°C).
Lo tolgo dal frigorifero e dimentico l’impasto a temperatura ambiente, o meglio ancora nel forno spento, per 6h.
L’impasto raddoppia e si formano delle belle bolle in superficie. Siamo pronti per stendere la focaccia e condirla!

A me piace stenderla direttamente sulla carta forno, con un filo di olio. Ci rovescio sopra l’impasto e inizio ad allargarlo con le dita unte di olio, cercando di dargli la forma della teglia. Quando sono arrivata all’estensione desiderata, mi ungo bene i polpastrelli e inizio a pressare dolcemente l’impasto per formare i classici “buchi”.
Parto dai lati e vado verso il centro, facendo attenzione a non bucare l’impasto.

Quando la mia focaccia è formata, la condisco a piacere. In questo caso l’ho divisa in 2: un lato semplice con solo rosmarino, olio e sale grosso, l’altro lato con pomodorini, capperi, olio e origano.

Attendo che il forno arrivi alla massima temperatura e inforno per 10 minuti a forno statico. Poi controllo ed eventualmente metto 10 minuti di ventilato.

Per domande o dettagli, lasciami un commento sotto questo post ⬇

Pane agli 8 cereali

Questo pane nasce dalla collaborazione con Molino Colombo, che dal 1882 a Paderno d’Adda (LC) macina e vende farine di alta qualità per artigiani, GDO, industria e grossisti.
Non utilizzano solo grani italiani – e questo non lo nascondono – ma si impegnano nella costante ricerca delle migliori materie prime per dare vita a farine per uso professionale.

Mi hanno gentilmente inviato un kit di farine per panificazione casalinga, da provare, e io mi sono subito messa al lavoro! Per questo pane ho scelto di miscelare la farina Grangusto Classica (grano tenero tipo 2) e la Cereasol (mix di cereali e semi).

 

Inizio con la solita autolisi, mischiando tutta l’acqua con tutta la farina prevista. Lascio riposare la ciotola coperta per quasi 2h.
Aggiungo poi il licoli e impasto finchè non è completamente assorbito.
Lascio riposare ancora 15 minuti e aggiungo il sale insieme a un goccio di acqua, impastando fino a che non sento i granelli di sale scomparire nell’impasto.

Lascio riposare 30 minuti senza toccare l’impasto e poi inizio col primo giro di pieghe in ciotola. Ne faccio 3 giri ogni 30 minuti, poi non lo tocco più per 5h.

Formo e metto nel cestino di lievitazione, coprendo la pagnotta con un panno. Ripongo in frigorifero per una notte e il mattino seguente tolgo dal frigorifero mentre accendo il forno.
Quando il forno – con all’interno la pentola di ghisa – è arrivato a temperatura, incido la pagnotta e la inserisco nella pentola rovente.
Inforno al massimo della temperatura (250gradi per me) in forno statico per i primi 20 minuti. Poi apro il forno, tolgo il coperchio e metto il ventilato, abbassando la temperatura a 200gradi. Lascio cuocere altri 20 minuti e controllo che sia cotto.

 

Pane senza impasto

Pane senza impasto

No Knead Bread ovvero il pane senza impasto.
Una ricetta magica, davvero alla portata di tutti, per fare il pane in casa. Arriva da un panettiere americano, Jim Lahey, e il risultato è garantito!

La mia variante ha il lievito madre e la frutta secca, ma si può tranquillamente realizzare come più piace: via libera a frutta secca, semi, gocce di cioccolato, o in versione salata con spezie, olive, pomodori secchi.

In una ciotola capiente sciolgo il licoli nell’acqua a temperatura ambiente, quindi aggiungo tutti gli ingredienti e mescolo con un cucchiaio. Solo alla fine aggiungo il sale e mescolo nuovamente.

L’impasto risulta abbastanza appiccicoso ma…tanto non va impastato!

Copro la ciotola con un coperchio e lascio lievitare il tutto a temperatura ambiente (20-21°C) per 8 ore.
Al termine della lievitazione l’impasto si presenterà con delle belle bolle e cresciuto di volume.


Rovescio l’impasto su una spianatoia infarinata, faccio una serie di pieghe a 3 e trasferisco in un cestino di lievitazione con molta farina alla base e, se piace, qualche ficco di avena.

Lascio lievitare la pagnotta nel cestino un altro paio di ore e poi cuocio in pentola di ghisa a 250° per 40-45 minuti.

Pane senza impasto: diretta Instagram

Aggiornamento al 17 Gennaio 2021. Ho impastato questo pane in diretta Instagram con molti di voi. Potete rivedere la diretta salvata sul mio profilo QUI.
Può essere interessante perchè è spiegato il processo iniziale di scelta ingredienti e impasto. Durante la diretta, poi, spiego anche un’alternativa per utilizzare il frigorifero e dilatare i tempi.

Pane al grano arso

Un’altra farina che arriva da lontano, precisamente dalla Puglia. Dai semi del grano sgranati e tostati nasce questa farina integrale, priva di glutine, dal sapore intenso, affumicato, con sfumature di mandorla, nocciola e cannella.

Faccio autolisi mischiando tutta l’acqua con tutta la farina in una ciotola e impasto grossolanamente.
Lascio riposare 45 minuti e successivamente aggiungo il licoli e impastando fino al completo assorbimento.

Lascio riposare nella ciotola 5 minuti e poi aggiungo il sale, inglobandolo finchè non sento più i granelli.

Lascio riposare nuovamente in ciotola, coperto, 15 minuti. Poi inizio a fare le pieghe a 3 ogni 20 minuti, togliendo delicatamente l’impasto dalla ciotola e facendo le pieghe sulla spianatoia ben infarinata.
Faccio almeno 4 giri di pieghe e tra un giro e l’altro rimetto l’impasto nella ciotola infarinata e lo copro.

Dopo 2 ore così lo lascio riposare un’altra ora abbondante senza toccarlo, poi lo formo come al solito e lo metto nel cestino ben infarinato e lo trasferisco in frigorifero, coperto solo con un panno.

Lascio in frigorifero 8-12h, poi lo tolgo mentre scaldo bene il forno (e la pentola) e cuocio a massima temperatura – statico – per 15 minuti, poi metto il ventilato e continuo a cuocere per altri 30 minuti diminuendo pian piano la temperatura.

Pane ai semi

Faccio idratare i semi 6-8h mettendoli nell’acqua fredda (il doppio del peso dei semi) in frigorifero.
Passato il tempo necessario li tolgo dal frigo e li riporto a temperatura ambiente.

Intanto faccio l’autolisi con tutta l’acqua e tutta la farina, impastando grossolanamente.
Aggiungo il licoli e impasto finchè non viene completamente assorbito. Poi aggiungo i semi e impasto.
Lascio riposare nella ciotola 5 minuti e poi aggiungo il sale, inglobandolo finchè non sento più i granelli.

Lascio riposare in ciotola, coperto, 15 minuti. Poi inizio a fare le pieghe a 3 ogni 20 minuti, togliendo delicatamente l’impasto dalla ciotola e facendo le pieghe sulla spianatoia ben infarinata.

Faccio almeno 4 giri di pieghe e tra un giro e l’altro rimetto l’impasto nella ciotola infarinata e lo copro.
Dopo 2 ore così lo lascio riposare un’altra ora abbondante senza toccarlo, poi lo formo come al solito e lo metto nel cestino ben infarinato e lo trasferisco in frigorifero, coperto solo con un panno.

Lascio in frigorifero 8-12h, poi lo tolgo mentre scaldo bene il forno (e la pentola) e cuocio a massima temperatura – statico – per 15 minuti, poi metto il ventilato e continuo a cuocere per altri 30 minuti diminuendo pian piano la temperatura.