Torta salata con esubero di lievito madre

Sempre per la serie, non si butta via niente, ieri avevo un po’ di esubero di lievito madre da far fuori.

Pasta madre solida, licoli integrale, licoli classico…ho messo insieme tutto e ho fatto questa semplicissima torta salata con avanzi di verdure già cotte e formaggi a piacere.

Certo, non si può equiparare alla untissima pasta sfoglia Buitoni (che per altro non digerisco) ma direi che come salvacena è perfetta!

In una ciotola unisco gli esuberi vari, aggiungendo la farina, il sale e l’olio. Impasto a mano pochi minuti fino ad ottenere una bella palla liscia.

Chiudo in un contenitore ermetico e la metto in frigorifero a riposare per qualche ora (io 6 ore).

Tolgo dal frigo e lascio acclimatare, poi stendo bene con il matterello, fino ad arrivare ad uno spessore di 4mm circa. Inserisco in uno stampo da crostata (il mio lo trovate sulla mia vetrina Amazon QUI) e bucherello con una forchetta.

Farcisco a piacere evitando condimenti troppo liquidi: io ho utilizzato del radicchio scottato in padella, dei broccoletti lessati e qualche fetta di patata tagliata con la mandolina. Poi ho aggiunto un po’ di ricotta vaccina e qualche pezzetto di scamorza affumicata. Finisco il tutto con una bella spolverata di parmigiano e una grattata di pepe, poi copro con le losanghe di pasta avanzata.

Inforno a 200°C statico, controllando che non si scurisca troppo. Cuocio per circa 30 minuti, terminando con la funzione ventilata per far asciugare bene la base.

Buon appetito!

 

PanToast con mix di farine e semi

Un nuovo esperimento, nato da una richiesta. Il mio compagno, Luca, è molto esigente e non smette di sfidare la mia voglia di sperimentare! Dice che lo fa per me…per spronarmi a cercare ricette sempre nuove.

Così il passato weekend la richiesta è stata: “perchè non provi a fare un bel pane per i toast, così poi mi fai l’avocado toast?” Per dovere di cronaca, io non amo l’avocado e nemmeno i toast, ma ho voluto accontentarlo.

Ho fatto un primo tentativo e il PanToast sfornato il sabato sera è terminato con la colazione del lunedì mattina: un successo! Seguirà a breve un secondo tentativo per trovare la quantità di impasto ideale affinchè il mio mega stampo da pane in cassetta possa finalmente essere bello pieno. Sogno la fetta di PanToast classica, alta e con la cupola.

Il risultato è un pane sofficissimo, ideale per fette spesse, non dolce e nemmeno troppo salato, con un aroma di semi inconfondibile! Noi lo abbiamo divorato ma ho conservato il “culetto” in un sacchetto di carta, dopo 3 gg è ancora soffice.

Ovviamente il mix di farine è a piacere e i semi non sono necessari. Se vi piace il classico pane da toast bianco, optate per una farina 0 di grano tenero, magari miscelata a una tipo 2.

 

Inizio con l’autolisi miscelando le farine con l’acqua (mi salvo 20gr da aggiungere eventualmente dopo) e il latte (meglio se non freddo di frigorifero). Lascio riposare l’autolisi mezzora, nella ciotola coperta col coperchio.

Poi aggiungo il licoli e impasto a mano fino al completo assorbimento. Poi i semi idratati in precedenza (con pari peso di acqua, lasciati a riposare 1 oretta) e il sale, impasto bene.
Infine il miele (io ho utilizzato miele di timo ma il millefiori va benissimo), impastando nuovamente. La consistenza è morbida e leggermente appiccicosa (l’idratazione non è bassa, per cui non vi preoccupate se vi sembra molle)

Lascio riposare l’impasto in ciotola, con coperchio, per 20 minuti circa, poi aggiungo il burro morbido a tocchetti. Mi aiuto scaldandolo un po’ con le mani e lo inglobo lavorandolo bene. All’inizio sembrerà che l’impasto si sfilacci tutto ma dopo 5 minuti tornerà omogeneo.

Terminate le aggiunte di ingredienti, lascio riposare l’impasto 30 minuti in ciotola coperta. Faccio poi un primo giro di pieghe di rinforzo che ripeto ogni 30 minuti per 3 volte in totale.
Dopo di che lascio lievitare a t.a. (20°) per 5 ore dall’ultimo giro di pieghe.
Non arriverà al raddoppio ma non mi interessa: ribalto sul piano infarinato e dato che è piuttosto morbido, faccio una pre-forma (pieghe a 3). Lascio riposare l’impasto sul piano di lavoro per 15 minuti senza coprirlo. Passato il riposo, riprendo l’impasto, lo formo e lo inserisco nello stampo da plum-cake.

Lo stampo di queste foto è antiaderente e forato. Le dimensioni sono notevoli e per questa quantità di impasto è grande secondo me, riproverò aumentando le dosi ma lo stampo lo consiglio perchè è comodo, l’impasto si stacca alla perfezione e si cuoce uniformemente. è in vendita sulla mia vetrina Amazon, click QUI

Inserisco lo stampo in un sacchetto per alimenti ben sigillato, poi nel forno con solo la lucina accesa (il mio arriva a 27°C). Lascio lievitare così per 3 ore e l’impasto arriverà a riempire bene lo stampo (l’ideale è che salga oltre il bordo ma dipende dalla capienza).

Una volta raddoppiato, lo tolgo dal forno che intanto accendo a 220°C statico. Inforno lo stampo e lascio cuocere 15-20 minuti senza aprire il forno, poi apro velocemente e copro con un foglio di alluminio per evitare che la crosta si scurisca troppo.
Continuo a cuocere per altri 30 minuti controllando la temperatura. Il mio ha cotto 1 ora in totale, terminando con 5 minuti di modalità ventilata alla fine.

Sforno e lascio raffreddare togliendolo dallo stampo, su una gratella. Lo affetto solo quando completamente freddo, facendo fette spesse.

[Ecco l’avocado toast del brunch domenicale…sono o non sono da sposare?! ????]

 

 

 

Pane al farro con licoli

Il farro non lo conosco ancora bene. Non il farro spelta, quello è più facile da utilizzare e come consistenza somiglia al grano tenero. Intendo il farro integrale, quello vero, quello puro. Quello che sa davvero di farro!

L’altro giorno mi sono sentita temeraria e l’ho provato. Ma dato che non sono veramente coraggiosa, ho aggiunto un 20% di farina tipo 2 Buratto per darmi sicurezza.
Non ho esagerato con l’idratazione e – senza volerlo – sono andata lunga con la maturazione in frigorifero (avevo calcolato di infornare verso metà mattina ma sono dovuta uscire, così ho infornato prima di cena).

Bhe…che dire, questo pane al farro mi ha stupito! A colazione con un velo di marmellata di mirtilli, poi…!

Faccio un’autolisi miscelando tutta la farina con tutta l’acqua, controllo che non ci sia farina secca e lascio questa specie di pre-impasto a riposare in ciotola, con coperchio, per circa 40 minuti. Aggiungo poi il licoli – bello attivo e raddoppiato – e impasto fino al completo assorbimento. Poi il sale fino e impasto nuovamente. Quando non sento più i granelli di sale sotto le dita smetto di impastare e lascio rilassare l’impasto per 10 minuti, coperto. Poi impasto nuovamente un paio di minuti, fino ad avere una bella palla omogenea e liscia. Non deve essere appiccicosa ma nemmeno dura e la ciotola deve risultare pulita.

Lascio nuovamente riposare l’impasto, questa volta per mezzora, poi eseguo il primo giro di pieghe di rinforzo e, intanto, ungo la ciotola di lievitazione. Copro, lascio riposare mezzora e ripeto il giro di pieghe.

Poi non lo tocco più, lo lascio lievitare nella ciotola unta per 5 ore abbondanti, a una temperatura ambiente di circa 19-20°C. Non raddoppierà di volume ma deve aumentare.

Passate queste ore, ribalto l’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e formo una bella pagnotta e metto nel cestino di lievitazione, subito in frigorifero. Qui matura per 18 ore.

Quando sono pronta a infornare – ho già il forno alla massima temperatura e la pentola di ghisa ben calda – ribalto la mia pagnotta su un foglio di cartaforno, incido con una lametta e inserisco con cautela nella pentola calda.

Inforno a 250°C la pentola col coperchio e lascio cuocere 30 minuti senza mai aprire il forno. Poi scoperchio e termino la cottura abbassando la temperatura a 220° per altri 30 minuti e, se necessario, termino a 200°C inserendo la modalità ventilata per altri 10 minuti.

Morning buns con lievito madre

Una variante dei Cinnamon Rolls con licoli, più golosi e burrosi. Questi prendono ispirazione dai famosissimi di Tartine Bakery che però sono sfogliati come le brioches. Dal momento che io non so sfogliare a mano, ho creato questa versione molto più casalinga e alla portata di tutti.
Come sempre sono facilissimi da fare e se avete la planetaria ci vogliono davvero pochi minuti!

Preparo il lievitino la sera tardi, prima di andare a letto, miscelando le farine, l’acqua tiepida e il licoli non rinfrescato (l’ultimo rinfresco risaliva a 48h prima e l’ho conservato in frigorifero). Ho lasciato il lievitino sul piano cucina, per circa 9h, a 19°C.

La mattina miscelo tutti gli ingredienti in una ciotola capiente lasciando da parte solo farina e burro.
Aggiungo prima la farina, impastando bene per circa 5 minuti, a mano. Quando le pareti della ciotola sono pulite, trasferisco l’impasto sul piano di lavoro, continuando ad impastare fino ad ottenere una palla liscia (se è ancora troppo appiccicosa, aggiungo un pugno di farina).

Copro a campana e lascio riposare 10 minuti, poi aggiungo il burro morbido e impasto fino al completo assorbimento. Se impastate a mano non spaventatevi…sembra che l’impasto si distrugga! Continuate ad impastare e vedrete che tornerà ad essere bello liscio dopo qualche minuto.

Copro ancora a campana e lascio riposare 10 minuti sul piano cucina, poi dò un’altra impastata e ripongo nella ciotola di lievitazione con il coperchio.

Lascio lievitare 6h a 20°C circa, poi stendo un rettangolo con un matterello, con uno spessore di poco meno di 1 cm. Con una spatola spalmo bene su tutta la superficie il mix di burro, zucchero e cannella. Aggiungo poi due manciate di uvetta sultanina che distribuisco in modo uniforme.


Poi arrotolo bene per tutta la lunghezza, formando un salsicciotto di un diametro di circa 8-10cm.

Taglio il salsicciotto con un coltello, andando a creare dei buns di circa 5 cm di spessore. Li dispongo su una teglia per muffin, tenendo la parte interna verso l’alto (deve vedersi la spirale della farcitura).
Inserisco le teglie in sacchetti di plastica alimentare e ripongo tutto in frigorifero per circa 6h.

Tolgo dal frigorifero e lascio lievitare sul piano cucina per una notte, a 19°C. La mattina devono essere raddoppiati di volume!

Inforno a 220°C per 15 minuti, quando vedo che iniziano ad abbronzarsi, abbasso a 200°C e copro con un foglio di carta alluminio, lasciando cuocere altri 10-15minuti. Devono restare morbidi all’interno.

Sforno e li gusto tiepidi per la colazione!

Star bread con lievito madre

Natale è passato ma questa vale come quarta e ultima Ricetta Natalizia!
Dopo la 3 precedenti, tutte dolci (Cardamom Buns, Gatti di Santa Lucia, Biscotti di Natale speziati con esubero di lievito madre) ecco invece una conclusione salata che, però, può comunque essere farcita con un ripieno dolce.

Perfetta per l’aperitivo o gli antipasti del cenone di Capodanno, vi farà fare un figurone con gli invitati!

In una ciotola unisco latte, acqua, uovo, sale e mischio tutto con una frusta, poi aggiungo il licoli e lo faccio sciogliere. Quando è tutto omogeneo aggiungo la farina e impasto fino ad ottenere una palla liscia e non appiccicosa (se troppo morbido aggiungo un pugno di farina). Lascio riposare 5 minuti, poi aggiungo l’olio e impasto nuovamente. Ripongo la palla di pasta in un contenitore con coperchio ermetico. Lascio a t.a. 1 ora e poi metto in frigo per 8-10 ore.

Tolgo dal frigo, lascio tornare a t.a. (ci vorranno almeno un paio di ore), poi faccio 4 palline di pari peso che ripongo in un contenitore con coperchio.

Lascio lievitare le palline a t.a. altre 2 ore, poi le stendo con un matterello, cercando di ottenere dei dischi di pasta dello stesso diametro, spessi 3-4mm circa.

Metto il primo disco su una teglia con cartaforno e condisco, copro con il disco successivo e condisco..e così via fino all’ultimo disco che dispongo in alto, lasciandolo scondito.
Sigillo bene schiacciando i bordi dei dischi, poi appoggio un tappo per aiutarmi a dividere la pasta in modo ordinato.
Taglio prima 4 porzioni, da lì 8 e poi 16. Arrotolo due porzioni alla volta e unisco le punte.

Lascio lievitare a t.a. coperta da pellicola per circa 1 ora. Poi spennello con uovo sbattuto e latte, un pizzico di sale e origano.

Inforno a 220°C per circa 30 minuti controllando che non si scurisca troppo. Servo tiepida!

 

[Quella che vedete in queste foto è farcita con passata di pomodoro, grana, formaggio e origano..stile pizza.
Attendo le vostre personalizzazioni! ]

Babka golosa con lievito madre

Sui social è tutto un tripudio di panettoni e pandori fatti in casa. Io mi consolo autoproducendomi questa golosità, adatta per chi non è a dieta!
Quello che più mi fa impazzire della Babka è che quando la si mangia ci si deve necessariamente leccare le dita perchè il cioccolato è davvero ovunque.
Io l’ho impastata a mano e sarò sincera, inglobare il burro non è cosa facile…però almeno ci si scalda e ci si fa le braccia. Deve essere impastata molto bene, quindi se non avete planetaria o impastatrice, rimboccatevi le maniche e non abbiate fretta.

La mia versione prevede il cioccolato fondente all’80% ma credo venga bene un po’ con tutto il cioccolato. Per il burro invece sceglietene uno davvero buono, perchè il sapore si sente ed è molto piacevole, così come per lo zucchero di canna (io ho usato il moscovado)

Con queste dosi potete produrre una sola grande Babka, o due piccole, dipende un po’ dal vostro stampo.
Si conserva buonissima fino a 3 giorni, all’interno di un sacchetto di plastica alimentare o racchiusa in un involucro di pellicola trasparente.

 

Inizio preparando il mio “lievitino” in tarda mattinata, sciogliendo il lievito madre (licoli o pasta madre è indifferente) nell’acqua con lo zucchero di canna, andando poi ad aggiungere la farina. Il lievitino non deve avere la consistenza del licoli ma deve essere più simile alla consistenza della pasta madre. Quindi eventualmente aggiungere farina.

Ripongo il lievitino in un barattolo con coperchio, segnando il volume con un elastico. Dovrebbe raddoppiare nel giro di 5-6 ore a una temperatura ambiente di 20°C. In ogni caso, attendere il raddoppio per procedere.

Una volta raddoppiato il lievitino, procedo con la ricetta (sarà tardo pomeriggio): in una grande ciotola miscelo il latte (non freddo di frigo), lo zucchero e le uova con una frusta, poi aggiungo il lievitino e la farina, iniziando ad impastare. Lavoro la massa per 5 minuti, fino al completo assorbimento della farina. Se è troppo molle e appiccicosa, aggiungo un pugno di farina e lavoro nuovamente.
Non deve essere molle perchè successivamente va aggiunto il burro che tenderà a renderla ancora più morbida.

Quando ho una palla omogenea soda e i bordi della mia ciotola sono puliti, smetto di impastare e copro con un coperchio, lasciando riposare per 10 minuti a t.a.

Passato il relax, aggiungo il sale e impasto. Intanto ho il mio burro morbido tagliato a cubetti, pronto da aggiungere. Lo faccio in due tranche: verso metà del burro e impasto.
Lavoro molto bene la massa e aspetto che assorba tutto il burro in modo omogeneo. All’inizio sembrerà un disastro perchè si disgregherà tutta ma non temete. Continuate a lavorare e tornerà omogenea. Aggiungo poi la seconda tranche di burro e continuo come prima.
In totale impasto una decina di minuti.
Quando la massa è omogenea, non appiccicosa e non più lucida, smetto, copro e lascio riposare 20 minuti a t.a.

Passato il relax, faccio il primo giro di pieghe di rinforzo, da ripetere dopo altri 20 minuti. Poi lascio lievitare un’altra mezzora a t.a. e ripongo la ciotola in frigorifero per tutta la notte.

La mattina, tolgo la ciotola dal frigo e lascio tornare a t.a. (ci vorranno almeno 3 ore). Intanto mi preparo la crema per la farcia sciogliendo la tavoletta di cioccolato con il burro (io non l’ho fatto a bagnomaria perchè ero di fretta).
 Quando è tutto sciolto aggiungo il cacao e lo zucchero e mescolo. Ripongo questo mix celestiale in frigorifero cercando di non divorarlo tutto!!
Deve rassodarsi e avere la consistenza della nutella (se però è più liquido e avete fretta non muore nessuno…semplicemente sporcherete in giro un po’ di più durante la formatura).

Quando l’impasto è a t.a. lo stendo su un piano leggermente infarinato, tirandolo con un matterello fino ad ottenere una forma rettangolare, di altezza circa 5mm. Non deve appiccicare, nel caso spolverate con farina.

Rovescio la meravigliosa crema al cioccolato spalmandola bene fino ai bordi, poi arrotolo l’impasto su se stesso, per il lato lungo.

Creo così un lungo salsicciotto farcito di crema al cioccolato (nel caso in cui la crema fosse liquida, avrete cioccolato che sborda un po’ ovunque ma poco male). Ora con un coltello taglio il salsicciotto a metà, per la lunghezza, andando a creare due lunge striscie nelle quali si vedono tutti gli strati di pasta e crema.
Intreccio le strisce una con l’altra, cercando di tenere la parte con il ripieno verso l’alto, poi trasferisco nel mio stampo da plumcake, foderato di carta forno.

Chiudo tutto in un sacchetto di plastica alimentare e lascio lievitare a t.a. fino al raddoppio (io per circa 4 ore a t.a).

Quando sono pronta cuocio in forno statico preriscaldato a 220°C per circa 1 ora, coprendo con un foglio di alluminio dopo i primi 10 minuti e controllando di tanto in tanto la cottura (eventualmente abbassando la temperatura fino a 200°C).

La Babka non deve essere dura ma resterà soffice anche appena sfornata.

Mi viene l’acquolina in bocca solo a scrivere la ricetta!! Provatela perchè merita davvero.

Biscotti di Natale speziati con esubero di licoli

La terza Ricetta Natalizia è qui!
Dopo le prime due a tema lievitati (Cardamom buns e Gatti di Santa Lucia), questo volta tocca ai classici biscotti natalizi. Speziati, ovviamente, ma non coi quei mix già pronti che “chissà cosa ci mettono dentro” come direbbe mia madre. Possono essere personalizzati e sicuramente migliorati…la mia proverbiale imprecisione non mi consente di sfornare biscotti belli ma posso assicurare sulla bontà!

Come sempre ci tengo a ricordare che il lievito madre non è funzionale alla buona riuscita dei biscotti. Questa ricetta è semplicemente un modo in più per utilizzare l’esubero del nostro licoli.

Attendo di vedere le vostre personalizzazioni 🙂

 

In una ciotola unisco farina, sale e spezie, miscelando il tutto. Nel robot da cucina, con le fruste, lavoro il burro morbido con il miele e lo zucchero, fino ad ottenere una crema omogenea. Poi aggiungo il licoli non rinfrescato e l’uovo intero.

Quando il tutto è omogeneo inglobo la farina in due tempi e una volta raggiunta la consistenza di un impasto morbido, lo trasferisco su un piano leggermente infarinato, lo presso a forma di disco e lo ricopro di pellicola. Deve riposare in frigorifero per qualche ora.

Quando sono pronta per fare i biscotti, tolgo l’impasto dal frigo e lo stendo con un matterello fino ad uno spessore di circa 4mm. Se l’impasto è appiccicoso, mi aiuto stendendolo tra due fogli di carta forno.

Poi taglio la pasta con delle formine da biscotto.

In forno preriscaldato a 180°C ventilato, per circa 10 minuti, controllando che non si scuriscano troppo. Li sforno e li lascio raffreddare su una gratella.

Per la glassa, sciolgo lo zucchero a velo con l’acqua e spalmo i biscotti con una marisa o, per essere più precisa (non è il mio caso), decoro con una tasca da pasticcere con beccuccio sottile.

 

Gatti di Santa Lucia con licoli

Eccola, è lei la seconda Ricetta Natalizia!

Dopo i Cardamom Buns, restiamo sempre in Svezia con i Gatti di Santa Lucia: delle piccole delizie dolci all’aroma di zafferano. Semplicissimi da fare, si possono preparare anche con i bambini!
Il vero nome sarebbe Lussekatter, nascono dalla tradizione di celebrare la Santa protettrice della vista (Santa Lucia, appunto) e portatrice di luce, che si celebra il 13 dicembre, il giorno più buio dell’anno. Ecco spiegato il motivo del loro colore così luminoso.
Un’altra leggenda, invece, attribuisce l’etimologia del nome a Lucifero e ai gatti. Secondo una credenza popolare tedesca, infatti, il diavolo con sembianze di un gatto spaventava i bambini e Gesù li proteggeva donando loro dolcetti che con il loro particolare colore luminoso avrebbero allontanato Lucifero. Da qui, l’inconfondibile forma a S, tipica della coda del gatto.

La ricetta originale li vuole più simili a una pastafrolla, io invece li ho trasformati in soffici panini gonfi.
Una volta sfornati si conservano in un sacchetto di plastica per 3-4 giorni e possono quindi essere regalati, magari proprio il giorno di Santa Lucia, per chi la festeggia.

In un pentolino scaldo il latte con lo zafferano. Quando il latte è ben caldo lo tolgo dal fornello e lo lascio tornare a temperatura ambiente. Mi regolo provando a inserirvi la punta del mignolo: se non sento più caldo allora posso utilizzarlo.

In una ciotola, con una frusta o una forchetta, miscelo lo yogurt (a t.a.), il miele, lo zucchero, il sale e il licoli attivo. Aggiungo poi il latte allo zafferano e mescolo il tutto. Aggiungo la farina, tutta in una volta e inizio ad impastare. Ci vorrà qualche minuto per raggiungere la consistenza di un impasto incordato.
Io impastando a mano ci ho messo circa 6-8 minuti e, nel caso in cui l’impasto risultasse troppo appiccicoso, ho aggiunto un pugno di farina. Il risultato deve essere una bella palla omogenea che si stacca agilmente dalla ciotola. Quando sono a questo punto mi fermo e lascio riposare l’impasto per 10 minuti in ciotola, con coperchio.

Poi aggiungo il burro a pomata in due momenti. Impasto inglobando bene la prima metà e solo successivamente inglobo la seconda. Questo perchè voglio evitare di avere di surriscaldare l’impasto.

Al termine di tutta questa fase di impasto, quando sono certa della mia consistenza finale, lascio riposare l’impasto in ciotola con coperchio per 30 minuti e eseguo poi due giri di pieghe di rinforzo a distanza di 30 minuti l’una dall’altra.
Terminato l’ultimo giro, lascio lievitare in ciotola nel forno, con la lucina accesa, per 4 ore circa. Così facendo velocizzo il processo di lievitazione garantendo una temperatura costante di circa 26°C (questo perchè ho iniziato il processo nel tardo pomeriggio e voglio formare i panini prima di andare a letto così da farli maturare in frigo tutta la notte e cuocerli il giorno dopo).

Passate le ore di lievitazione, l’impasto non sarà ancora raddoppiato ma sicuramente lo troverete cresciuto.


Lo ribalto sul piano di lavoro leggermente infarinato e, con una spatola, porziono in 12.
Formo dei salsicciotti lunghi circa 30cm che arrotolo in senso opposto partendo dalle due estremità, arrivando a formare una bella S. Li dispongo su una teglia con carta forno, ben distanziati tra loro e inserisco 2 uvette al centro di ogni rotolino della S.

Inserisco la teglia all’interno di un sacchetto di plastica e la metto in frigorifero per tutta la notte.
La mattina successiva estraggo da frigo e lascio acclimatare per circa 2-3 ore, dopo di che cuocio in forno già caldo a 200°C per circa 20 minuti.

Vanno tenuti controllati durante la cottura! Bisogna fare attenzione che non si scuriscano e che non diventino duri. Devono restare soffici e belli gialli.

Per qualsiasi dubbio o specifica, scrivetemi qui sotto nei commenti ⬇

 

 

Panbauletto con gocce di cioccolato e licoli

Una ricetta che come sempre arriva da un’ispirazione. Quando ho voglia di qualcosa di nuovo i miei occhi iniziano a vagare: social, libri di cucina, blog, riviste…mi lascio guidare dallo sguardo e dalle voglie del momento.
Quel giorno avevo voglia di cioccolato, più nel dettaglio: pane e cioccolato.
Così, ho fatto un salto nella mia cartella magica, fonte di inesauribili idee, ritagli, foto, ricette e ho tirato fuori una chat con Francesco, panettiere di Forno Stria.
Gli avevo chiesto dettagli sul loro pane con gocce di cioccolato che fanno in grande formato bauletto. Lui mi ha dato un paio di indicazioni e poi, come ogni bravo professionista, mi ha consigliato di mettermi all’opera da sola.
…e come sempre io i consigli di chi davvero ne sa, li prendo e li conservo con gelosia, ringraziando sempre!

Ho fatto un paio di prove con qualche errore e poi sono arrivata al risultato che IO volevo.
Un pane da colazione, molto poco dolce, arricchito da gocce di cioccolato fondente di ottima qualità, da affettare al bisogno! Io ho fatto piccole pezzature, da conservare nei giorni a venire. Li ho tenuti in un sacchetto di plastica alimentare e li abbiamo mangiati per le seguenti 5 colazioni, senza congelarli!
Basta farlo rivivere qualche minuto in forno per ritrovare la fragranza del primo giorno.

Comincio con la mia autolisi: tutta la farina e tutta l’acqua, mischiate assieme fino a rendere la farina uniformemente umida. Ho lasciato riposare a t.a., coperta, per circa 1 ora. Ho aggiunto poi il mio licoli attivo e sano, impastando a mano per qualche minuto. Poi ho aggiunto il sale e lo zucchero insieme, riprendendo ad impastare.
Con il particolare tipo di zucchero scelto da me, ho dovuto lavorare un po’ l’impasto per far sì che il tutto si sciogliesse in modo uniforme. Non nego di avere assaggiato un po’ di impasto crudo…il profumo di questo zucchero è qualcosa di unico.

Lascio riposare l’impasto in ciotola per una decina di minuti e poi aggiungo l’olio di semi. Riprendo ad impastare e quando non è più lucido e la ciotola ben pulita, vado con le gocce di cioccolato.
Non mi incaponisco: quando vedo che sono quasi tutte inglobate smetto di impastare e lascio riposare 30 minuti, in ciotola, coperto.

Faccio un paio di giri di pieghe a distanza di 30 minuti una dall’altra, poi non tocco più l’impasto e lo lascio lievitare per circa 6 ore a t.a. (20°C). Non arriverà al raddoppio ma non mi importa.
Ribalto, porziono, formo e inserisco negli appositi stampi che poi metto in frigorifero a maturare una notte, ben coperti da pellicola alimentare.

Il giorno successivo tolgo dal frigorifero e attendo che il mio impasto torni a temperatura ambiente. Quando sono pronta accendo il forno e lo porto a 230°. Inforno i pirottini, o gli stampi, in modalità statica e cuocio per circa 40 minuti – a dipendenza di quanti stampi ho scelto e di quali dimensioni: più sono grandi, più devono cuocere.
Tengo controllato che non si scuriscano troppo ed eventualmente copro con un foglio di alluminio.

Sforno i bauletti e lascio raffreddare su una gratella.