Hot cross buns con lievito madre

Pasqua si avvicina e chi sono io per non proporvi la mia personale versione degli Hot cross buns con lievito madre?! Questi deliziosi panini dolci e speziati sono di tradizione inglese e vengono preparati nelle bakery londinesi (e su tutto il web!) durante il periodo di Pasqua.
La caratteristica principale che li contraddistingue è la tipica croce bianca che li sovrasta, e che si mantiene in cottura. Si distinguono poi dai classici buns per il mix di spezie (che ovviamente può essere personalizzato) e per la scorzetta di arancia/limone che rinfresca e si contrappone alle spezie.

Per le sostituzioni, come sempre: il latte di kefir si può sostituire con latte vegetale a piacere, cosi come il burro con l’olio. Le uova, invece, si possono omettere…ricordando che probabilmente la consistenza cambierà un pochino.

Per il mix di spezie, io mi sono affidata al “Pan di Spezie“, una miscela del Negozio Leggero che avevo acquistato per fare i biscotti di Natale. Se non la avete potete tranquillamente crearla voi, miscelando a piacere cannella, cardamomo, noce moscata e zenzero (tutto in polvere). Se non amate le spezie, mettete solo la cannella.

Per l’aroma agli agrumi, vietate le fialette chimiche! Comprate una bella arancia bio con buccia edibile, tanto vi servirà anche il suo succo. Se invece non vi piace l’uvetta (tratto distintivo degli Hot cross buns con lievito madre) potete ometterla, o sostituirla con le gocce di cioccolato.

Il lievito madre (solido o liquido) deve essere in forma, perché l’impasto è ricco e deve lievitare bene. Consiglio quindi di fare almeno 2 rinfreschi prima di usarlo per questa preparazione.

Scrivetemi nei commenti se li provate!

 

Hot cross buns con lievito madre: impasto

Per impastare i miei Hot cross buns con lievito madre comincio col miscelare i liquidi in una ciotola: latte, spremuta di arancia e uova a temperatura ambiente, poi lo zucchero e le spezie in polvere. Aggiungo quindi il lievito madre e faccio sciogliere bene, in seguito la scorzetta di arancia/limone.

Una volta pronto il composto liquido, aggiungo la farina (o le farine, se ne utilizzo più di una). Insieme alla farina metto anche il sale fino e inizio ad impastare a mano. Il composto deve risultare morbido ma assolutamente non appiccicoso, se quindi la farina non assorbe adeguatamente o non è sufficiente, aggiungetene qualche grammo extra.

Lascio riposare in ciotola, col coperchio, per 20 minuti. Poi aggiungo il burro a pomata, e impasto bene, con cura, fino al completo assorbimento. Una volta completato l’assorbimento, la massa sarà liscia, morbida, uniforme (e non appiccicosa e slegata, mi raccomando!). La fase di assorbimento del burro (o dell’olio) deve essere eseguita con calma, soprattutto se si impasta a mano. Il rischio è di scaldare eccessivamente l’impasto, andando a rovinarlo. Piuttosto fare delle pause tra un’impastata e l’altra!

Altro breve riposo di 15 minuti, e via con l’uvetta, che non deve essere ammollata precedentemente. Non è necessario impastare a lungo, nuovamente, basta inglobarla in modo uniforme nella massa. Il profumo di questo impasto è già pazzesco da crudo!

Hot cross buns con lievito madre: lievitazione

Una volta terminata la fase di impasto, faccio lievitare in ciotola chiusa, a t.a., per un paio di ore, prima di riporre l’impasto in frigorifero fino al giorno successivo. Se invece si vuole fare tutto in giornata, basta saltare la maturazione al freddo e controllare la lievitazione che si svolgerà a t.a. e dipenderà dalla forza del lievito e dalla temperatura.

Il giorno successivo tolgo la massa dal frigo e lascio lievitare a t.a. per almeno 6 ore. Quindi porziono l’impasto pesando le pezzature da circa 90-100g con una bilancia. Formo le palline e le adagio in una teglia o in una tortiera, coperti da un sacchetto di plastica. Da qui attendo il raddoppio del loro volume, che dipende sempre dalla temperatura alla quale lievitano (io a 21°C per 4 ore circa).

Una volta lievitati, preparo la mistura per la croce miscelando acqua e farina fino ad ottenere una crema abbastanza densa.
Aiutandomi con una sac-a-poche, disegno le croci sulle superfici delle palline.

Hot cross buns con lievito madre: cottura e lucidatura

Cuocio gli Hot cross buns con lievito madre in forno preriscaldato, statico, a 220°C per 12-15 minuti, poi abbasso a 200°C e termino la cottura per altri 15 minuti circa (dipende molto dal forno, curateli!). Attenzione che non devono scurirsi troppo! Nel caso, coprirli con un foglio di alluminio.

Li sforno a cottura ultimata e li tocco, ai lati devo essere ancora un pochino morbidi, come qualsiasi buns. Attenzione a non farli cuocere troppo a lungo, il rischio è che diventino secchi dentro.

Una volta sfornati, li tolgo dalla teglia e li posiziono su una gratella, spennellandoli abbondantemente con lo sciroppo di zucchero che li renderà lucidissimi e bellissimi! Lo sciroppo si prepara al momento, sciogliendo lo zucchero bianco nell’acqua e portando a bollore. Importantissimo spennellarli appena escono dal forno!

Si possono gustare appena sono tiepidi, e si conservano senza problemi per un paio di giorni, in un porta torta o sotto la classica alzata per dolci. Altrimenti si congelano.

 

Pane con farina di farro spelta Forenza e lievito madre

Pane con farina di farro spelta Forenza e lievito madre

è una vera gioia poter condividere questa ricetta di Pane con farina di farro spelta Forenza e lievito madre. Una gioia perchè era ormai più di un anno che, a intervalli regolari, riprovavo a sfornare questo pane. Decine di tentativi – tra cui anche questo, che però non è in purezza –  che mi sono serviti per poter finalmente capire come gestire la farina di farro spelta varietà antica Forenza, in purezza. In purezza significa che è un pane fatto con solo questa specifica farina. Un “antenato” del grano duro che a esso un po’ si avvicina ma che regala un bouquet di sapori e profumi molto più complesso e particolare.

Oggigiorno non è più così difficile trovare questi cosiddetti “grani antichi”. Sicuramente non si trovano sugli scaffali dei supermercati! Bisogna rivolgersi ai mulini, dei quali la nostra penisola è ricca.

Io ho un’affezione particolare ai grani antichi di MiloniaBio. Con il farro Forenza il rapporto è stato un po’ tribolato, perchè è una farina molto debole (siamo sicuramente sotto i W200 mi dice Antonio – il titolare di Milonia – che il suo grano lo coltiva in Basilicata regime biologico e lo fa poi macinare a pietra, seguendo attentamente tutta la filiera).
Nel suo essere debole, però, assorbe anche molto bene l’acqua…salvo poi dare vita a moltissimi pani fresbee praticamente privi di struttura!

Questo per far capire che la scelta delle farine non è mai banale e scontata. Al variare della farina variano dosi, processo, risultato…e anche forma. Sì, perchè dopo tanti pani piatti ho capito che a questo Pane con farina di farro spelta Forenza serviva “una registrata”. Perchè ostinarmi a dargli la forma rotonda quando invece un bello stampo può aiutarmi a renderlo più alto?!

Ecco quindi come è nata questa ricetta e questo pane, dall’alto contenuto di fibre e basso apporto calorico, con note di nocciola e caramello!

Pane con farina di farro spelta Forenza e lievito madre: impasto

Per il Pane con farina di farro spelta Forenza e lievito madre inizio facendo l’autolisi: miscelo quindi la farina di farro Spelta con l’acqua a temperatura ambiente, controllando che si idrati bene. Faccio riposare 1 ora a temperatura ambiente (20°C), in una ciotola ben chiusa.

Passato il tempo di riposo, aggiungo il lievito madre (solido o liquido – se utilizzate licoli consiglio di tenere l’idratazione più bassa che trovate nel box ingredienti) impastando bene fino al completo assorbimento. Poi faccio riposare altri 10 minuti e aggiungo il sale. Insieme al sale, aggiungo anche qualche grammo di acqua – tenuta da parte dall’autolisi – per aiutarmi a dissolverlo meglio. Impasto bene ma non a lungo.

Quando lavoro i grani antichi è importante impastare a mano ma evitare le lunghe ed eccessive manipolazioni che andrebbero a peggiorare l’impasto, anzichè migliorarlo. Inoltre attenzione alle mani calde che tendono a scaldare la massa!

Pane con farina di farro spelta Forenza e lievito madre: lievitazione

Una volta finito di impastare, la massa di presenta liscia ma non appiccicosa, e leggermente elastica. Lascio quindi lievitare in ciotola per 1 ora a temperatura ambiente, poi eseguo 1 giro di pieghe di rinforzo. Chiudo nuovamente la ciotola e lascio riposare una seconda ora, poi altro giro di pieghe di rinforzo. Ultima ora di lievitazione, questa volta al caldo a 26°C e poi formatura. Non devo preoccuparmi che la massa non sembri per nulla lievitata..il glutine di questa farina è debole, quindi non deve gonfiarsi eccessivamente o rischierei poi di avere il famoso pane piatto, umido e compatto.

Per questo Pane con farina di farro spelta Forenza e lievito madre ho scelto uno stampo da plumcake anti-aderente da 20cm (il mio lo trovate sulla mia Vetrina Amazon qui). Ho formato un salsicciotto con la base ben sigillata che ho inserito nello stampo leggermente spennellato di olio e.v.o., con la chiusura sotto e la parte liscia verso l’alto.

Trasferisco poi lo stampo in un sacchetto di plastica alimentare e metto subito in frigorifero – a 4°C – dove resta per massimo 10 ore.

Pane con farina di farro spelta Forenza e lievito madre: cottura

Dopo la maturazione in frigorifero, il pane è pronto per la cottura.

Consigli di cottura

Ho scoperto – non è una gran scoperta, più che altro una deduzione – che anche i pani in cassetta necessitano di vapore per potersi sviluppare al meglio! Quindi ho cotto il pane nello stampo, all’interno della mia pentola di ghisa (che ha 28cm di diametro). Voi fate la prova e controllate che lo stampo entri nella vostra pentola di ghisa e soprattutto che si chiuda con il coperchio e che il pane abbia lo spazio per svilupparsi oltre lo stampo. Nel caso in cui non abbiate questi requisiti, sarà sufficiente cuocere normalmente…ma considerate che magari non avrete un grande sviluppo verso l’alto. Oppure trovate il modo di immettere vapore nel vostro forno (pentolino di acqua, ghiaccio, spruzzino, ecc..)

Quando il forno è alla massima temperatura (il mio 240°C) statico, inforno lo stampo (o la pentola calda con dentro lo stampo), senza incidere con la lametta. Il pane si lacererà in modo naturale sulla superficie creando un bellissimo gioco di colori.

Cuocio alla massima temperatura per 20 minuti, con vapore o coperchio se cuocio in pentola, poi tolgo vapore e abbasso a 230°C e termino la cottura per altri 20 minuti. Quando il pane si stacca dallo stampo è cotto!

Sforno e lascio raffreddare su una gratella (togliendolo dallo stampo). Taglio e gusto il sapore del vero pane 100% farro Forenza!

Pane con farina di farro spelta Forenza e lievito madre: conservazione

Essendo un pane dalla crosta sottile e dalla struttura interna abbastanza umida e compatta, io personalmente preferisco conservarlo avvolto nel mio panno di lino (che vendo, insieme ai teli per la lievitazione e realizzo su ordinazione…per info, scrivimi qui) , così da mantenerlo morbido e facile da tagliare, fino a 3-4giorni.

E’ ottimo anche tostato, dal secondo giorno in avanti!

 

Focaccia alta con fiori di sambuco e lievito madre

Focaccia alta con fiori di sambuco e lievito madre

Siamo nel pieno della fioritura del sambuco e io non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di provare ad inserirlo in un impasto. L’idea me l’ha scritta Michela, che personalmente non conosco ma che ha acquistato il mio libro e mi ha scritto una email qualche giorno fa. Da grande amante della mia Focaccia alta con lievito madre, ha ben pensato di provare a farne una variante con i profumatissimi fiori di sambuco. Così, molto gentilmente, mi ha spiegato come ha fatto. Io vi ripropongo di seguito la ricetta, col procedimento, della mia Focaccia alta con lievito madre, in questa variante insolita e primaverile (ad opera di Michela – grazie!!). Un sapore che vi stupirà: un mix tra il dolce e fresco del sambuco e il salato della focaccia. Insolito ma davvero da provare!

Vi ricordo che anche voi potete sempre scrivermi le vostre idee e le vostre personalizzazioni delle mie ricette, oppure se avete provato qualche variante interessante…io sono sempre felicissima di ricevere nuove idee e nuovi spunti sui quali lavorare!

Una piccola nota sui fiori di sambuco: raccoglieteli solo se gli arbusti non sono in prossimità di strade o nel centro della città, e solo se siete sicuri di essere in grado di riconoscere la pianta. Esiste infatti un’altra pianta simile (ma non uguale) che è tossica…quindi documentatevi bene!!

 

Focaccia alta con fiori di sambuco e lievito madre: impasto e lievitazione

Per la Focaccia alta con fiori di sambuco e lievito madre inizio come sempre con l’autolisi: in una ciotola peso la farina e aggiungo l’acqua prevista. Mescolo il tutto e lascio riposare 45 minuti circa, a temperatura ambiente.

Sfrutto il tempo di questo riposo per preparare i fiori di sambuco: li lavo bene sotto l’acqua e poi li “sgrano” tenendo solo i fiorellini bianchi ed eliminando i rametti verdi, anche quelli più sottili. Li adagio su un canovaccio asciutto e pulito e li lascio asciugare completamente.

Passato il tempo di riposo dell’autolisi, aggiungo il lievito madre rinfrescato e al raddoppio (licoli o pasta madre, è indifferente) e impasto fino al completo assorbimento. Altra pausa di 10 minuti prima di inserire il sale (e qualche grammo di acqua – se sto utilizzando la pasta madre solida). Impasto poi a lungo, fino a che non sento più i granelli del sale sotto le dita.

Quando il sale è completamente assorbito e la massa risulta liscia – ma non appiccicosa – aggiungo infine l’olio e.v.o e impasto bene. La consistenza è morbida (è una focaccia!) e liscia, non preoccupatevi se non è perfetta…si aggiusterà con le pieghe di rinforzo.

Focaccia alta con fiori di sambuco e lievito madre

Dopo 30 minuti di relax (a t.a.) eseguo il primo giro di pieghe di rinforzo in ciotola e contestualmente inglobo i fiori di sambuco nella massa. Ripeto poi le pieghe ogni 30 minuti per le prime 2 ore di lievitazione. Poi trasferisco il contenitore con la massa in frigo, dove matura per minimo 8, massimo 15 ore.

In seguito alla maturazione a freddo, tolgo il contenitore dal frigo e attendo il raddoppio del volume. Questo dipenderà da vari fattori: temperatura dell’ambiente, forza del lievito, ecc… possono volerci dalle 6 alle 10 ore, l’importante è che si attenda il raddoppio prima di ribaltarla in teglia.

Focaccia alta con fiori di sambuco e lievito madre: condimento e cottura

Una volta raddoppiata, ribalto la massa nella teglia (per queste dosi consiglio una 30x40cm), eseguo i buchi e condisco con olio e fiocchi di sale.

Focaccia alta con fiori di sambuco e lievito madre

Inforno a 240°C in forno statico preriscaldato e faccio cuocere per circa 20-25minuti (il tempo dipende dal forno), abbassando la temperatura negli ultimi 10 minuti di cottura.

Sforno, lascio raffreddare su una gratella e la taglio solo quando è tiepida! Dopo la cottura i fiori non si vedranno nell’impasto ma il loro profumo e il loro sapore resterà nella focaccia.

Buondì con lievito madre

Buondì con lievito madre

Quanti come me sono cresciuti SENZA le merendine? Ho avuto la fortuna di essere cresciuta da una mamma che ha sempre cucinato tutto, dolci compresi. Per questo ho scoperto le merendine “industriali” solo nella tarda adolescenza e non mi ci sono mai affezionata. Questi Buondì con il lievito madre sono un omaggio a quel periodo adolescenziale in cui ero ghiotta di Buondì e Nastrine (…magari arriveranno anche loro). Credo che se mi dovesse capitare di assaggiarli ora che sono adulta, resterei stupita dal sapore estremamente “chimico” ed eccessivamente dolce….per questo preferisco conservarne il ricordo e divertirmi a sfornarli fatti da me!

L’impasto richiede un po’ di pazienza ma il risultato ripagherà lo sforzo di impastare e l’attesa della lievitazione!! Sono buonissimi, sofficissimi e leggerissimi. Provare per credere!

Buondì con lievito madre: impasto

Per sfornare dei Buondì con lievito madre sofficissimi e leggeri è importante che il lievito madre (licoli o pasta madre) sia rinfrescato e in salute. Questo significa che sarà importante rinfrescarlo almeno un paio di volte nei giorni precedenti all’impasto, e rinfrescarlo nuovamente 3-4h prima di iniziare ad impastare.
Solo in questo modo vi assicurerete un risultato impeccabile…il “rischio” di farli con un lievito un po’ debole è che vengano compatti e poco soffici.

Impasto tutto a mano in una ciotola (ma se avete la planetaria potete farlo a macchina): inizio sbattendo le uova con lo zucchero e aggiungendo poi il latte a temperatura ambiente (e il latte di kefir che può essere sostituito da dello yogurt…o anche solo latte) e il lievito madre rinfrescato e al raddoppio.
Mescolo il tutto con la mia frusta danese che mi aiuta moltissimo in questa fase iniziale dell’impasto. Inizio poi ad aggiungere la farina, tenendone sempre da parte qualche grammo dal totale così da valutare se e quanta aggiungerne. Intanto grattugio un po’ di scorza di un limone e di un’arancia bio…per dare una nota aromatica agrumata.
Continuo a mescolare con la frusta danese e, quando la massa inizia ad addensarsi aggiungo il sale fino e inizio poi ad impastare a mano. Valuto la consistenza, che non deve essere appiccicosa, ed eventualmente aggiungo gli ultimi grammi di farina rimasta.

Quando la massa si stacca dalle pareti della mia ciotola e non appiccica più le mani, mi fermo. La consistenza deve essere abbastanza soda ma non dura e nemmeno molle. Lascio riposare la massa nella ciotola, col coperchio, per 20 minuti a temperatura ambiente. Poi aggiungo il burro morbido a pomata e impasto fino al completo assorbimento. Ci vorrà qualche minuto per tornare ad avere una bella massa liscia e omogenea…abbiate pazienza e niente fretta!

Buondì con lievito madre

 

Buondì con lievito madre: lievitazione

Terminata la fase di impasto, lascio la ciotola a lievitare a temperatura ambiente (20°C) per circa 6 ore. Di pieghe di rinforzo ne faccio solo un paio di giri durante le prime 2 ore di lievitazione.

Terminata la prima lievitazione, la massa non sarà ancora raddoppiata di volume ma leggermente gonfia. Allora porziono e formo delle palline dalla forma leggermente allungata, da 80-90g l’una. Se li preferite più piccoli, consiglio di farli da 60g.

Buondì con lievito madre

Ripongo i miei Buondì con lievito madre nell’apposita teglia antiaderente (non necessita di essere unta), infilo in un sacchetto (metodo palloncino) e lascio lievitare tutta la notte (8ore) a temperatura ambiente (20°C). In questo tempo i Buondì raddoppieranno, arrivando anche a triplicare – come nel mio caso.

Buondì con lievito madre

 

Buondì con lievito madre: glassa e cottura

Quando sono ben lievitati possono andare in forno. Prima però la glassa…fondamentale perchè sembrino dei veri Buondì!
Io ho scelto della semplice glassa chiara (farina di mandorle + zucchero + farina + albume), spolverando sopra della granella di zucchero. Nulla vieta di provare a fare la ganache al cioccolato!

Cuocio in forno statico preriscaldato a 200°C per 15 minuti, facendo attenzione che non si scuriscano troppo. Se il forno è troppo potente, dopo i primi 7 minuti abbasso il calore a 180°C. Non vanno cotti troppo o si induriscono e non restano soffici!

Sforno, lascio raffreddare la teglia una decina di minuti e poi usciranno magicamente dallo stampo senza fatica.
Si conservano perfettamente per 24 ore..poi iniziano a seccare e consiglio eventualmente di congelarli e scongelarli al bisogno!

Buona colazione! Fatemi sapere se li provate

Buondì con lievito madre

Bocconcini alle olive con lievito madre

Bocconcini alle olive con lievito madre

Una ricetta davvero semplicissima questa dei Bocconcini alle olive con lievito madre, alla portata di tutti! Immagino già tante mamme prepararla insieme ai bimbi come spuntino/merendina. Sono certa verrà apprezzata anche da chi vuole preparare un aperitivo o degli stuzzichini salati per una qualche occasione.

Questa ricetta è nata da una richiesta…anzi, due a dire il vero! Se mi seguite sui social sapete che ho ripreso da qualche settimana a fare i miei Workshop di panificazione casalinga in presenza (finalmente) solo con chi risiede in Lombardia. Al momento ho fatto 4 date di gruppo e durante le prime due date ci sono state due persone che mi hanno espressamente chiesto una ricetta di pane con olive.

Bhe…mi è sembrato un chiaro segnale da seguire! Così eccoci qui 😉 Ho voluto cambiare il formato e scegliere qualcosa di piccolo, semplice, leggero, che si sbocconcella piacevolmente e non richiede chissà quale tecnica particolare.

Posso dire grazie a Giuseppe e Giuliana che mi hanno spronata a provare a fare qualcosa di facile con le olive!

Bocconcini alle olive con lievito madre: impasto

Per i Bocconcini alle olive con lievito madre inizio facendo una autolisi, ovvero miscelando in una ciotola le farine e l’acqua a temperatura ambiente. Copro la ciotola e lascio riposare per circa 30 minuti, poi aggiungo il lievito madre (pasta madre o licoli) rinfrescato e raddoppiato di volume e impasto bene per farlo assorbire.

Quando il lievito è stato assorbito dall’impasto, faccio un’altra breve pausa di qualche minuto e poi aggiungo il sale fino. Impasto fino a farlo sciogliere completamente, ottenendo una bella massa liscia e non appiccicosa.

Terminata la fase di impasto, copro la ciotola con un coperchio e lascio riposare 20 minuti prima di inglobare le olive denocciolate (io le ho tagliate a metà). Cerco di farle inglobare bene e di evitare che si ammassino tutte vicine.
Eventualmente è possibile laminare l’impasto per aiutarsi in questa operazione: bagno leggermente un piano liscio – come il piano cucina – ci verso la massa e la allargo con le dita bagnate, come fosse un lenzuolo, cercando di non lacerarlo. Poi distribuisco bene le olive facendole aderire ed infine ripiego la massa a portafoglio, ri-inserendola nella ciotola di lievitazione.

Metto poi la ciotola a lievitare a 24°C per 2 ore, facendo un giro di pieghe dopo i primi 60 minuti e ripetendo poi una seconda volta dopo altri 60 minuti. Poi trasferisco in un contenitore rettangolare con il coperchio, leggermente unto di olio, e metto in frigorifero per 10-12 ore.

Bocconcini alle olive con lievito madre: lievitazione

Passate le ore di maturazione in frigo, tolgo il contenitore e lo lascio a temperatura ambiente (20°C) per circa 6 ore. La massa all’interno si gonfierà leggermente ma non arriverà al raddoppio.

Bocconcini alle olive con lievito madre

A questo punto infarino con abbondante semola rimacinata il piano di lavoro e vi ribalto sopra la massa con delicatezza. Spolvero con la semola anche sopra e, con un raschietto (attrezzo fondamentale in panificazione, il mio lo trovate qui) taglio 8-10 bocconcini.

Bocconcini alle olive con lievito madre

Le dimensioni sono casuali e a piacimento. Decidete voi in base a ciò che preferite, calcolando che al massimo raddoppieranno di volume in forno.

A questo punto trasferisco i Bocconcini alle olive con lievito madre in una teglia foderata da carta forno, che vado poi a chiudere in un sacchetto (il mio metodo a palloncino) e lascio lievitare a temperatura ambiente per altre 2 ore.

Bocconcini alle olive con lievito madre

Bocconcini alle olive con lievito madre: cottura

Per cuocere al meglio questi panini e renderli soffici e leggeri è necessario immettere vapore nel forno. Se come me avete un forno poco potente, che col classico pentolino di acqua bollente fa fatica a creare del bel vapore, la soluzione è cuocere la teglia coperta da un’altra teglia delle stesse dimensioni o leggermente più grande. In questo modo il vapore dei Bocconcini resterà intrappolato nella teglia e si gonfieranno bene nella prima metà di cottura.

Accendo quindi il forno a 240°C statico e lascio scaldare molto bene. Quando sono pronta per infornare copro la teglia con i bocconcini con un’altra teglia rovesciata sopra e inserisco nel forno controllando che le due teglie combacino (e quindi il vapore non venga disperso).

Lascio cuocere così per 15 minuti, poi rapidamente tolgo la teglia di copertura e finisco la cottura a 220°C per altri 10-15 minuti (dipende un po’ dal forno).

Li sforno quando hanno un bel colore biondo, non devono essere troppo scuri e fare la crosta, o tenderanno a seccarsi e a restare duri, mentre sono Bocconcini da gustare soffici!

Buon appetito e…buon divertimento a trovare il bocconcino con più olive 😉

 

 

 

Pizza alla pala con lievito madre

Era da un po’ che mancava una ricetta aggiornata della Pizza con lievito madre. Come ben sapete se mi seguite, il blog contiene già una ricetta per Pizza in teglia con licoli e una di Pizza in teglia con pasta madre. Entrambe due ricette molto semplici e super approvate da tantissimi di voi. Questa è una novità, principalmente per la cottura.
Come sempre ci tengo a scusarmi con pizzaioli professionisti e non perchè non sono un’esperta di pizza e non voglio assolutamente competere con i tanti blogger ed esperti del settore.
Ci tenevo però a condividere con voi questo nuovo metodo di cottura casalingo – alla portata di tutti – che mi ha davvero stupito!

La Pizza alla pala con lievito madre strizza l’occhio alla famosissima pizza del Maestro Bonci ma, come al solito, vola più basso.
Sapete che con la pizza l’80% del risultato lo fa il forno…ecco, per le scarse potenzialità del mio forno, preferisco questo tipo di cottura rispetto a quello in teglia. Ma ripeto…è solo una questione di forno e non è detto che per voi sia lo stesso!

Anche la scelta delle farine è importante, ormai lo avete capito. Per questa pizza ho utilizzato due “farine da supermercato” facilmente reperibili: entrambe Molino Casillo. Ho voluto fare un mix tra una grano tenero di tipo 00 specifica per pizza (W260) e una semola rimacinata di grano duro pugliese. Entrambe farine di grano di provenienza italiana 100%.
Ringrazio moltissimo Maria Isabella che mi ha gentilmente omaggiato di una campionatura di queste farine del Molino Casillo!

La scelta delle farine è sempre personale ma, ovviamente, al variare della farina, varia il risultato. Questo è uno dei temi che tratto nei miei Workshop di panificazione ONLINE.

Il risultato che io ho ottenuto è una pizza ben cotta, leggerissima, per nulla umida e super digeribile.

…e per la cottura, poi, c’è da divertirsi e ci si sente dei veri pizzaioli con la pala, appunto! ;P

Per questa ricetta, credo possa essere utile dare delle linee guida in termini di tempi e orari specifici, quindi troverete qui sotto tutti i dettagli!

 

Pizza alla pala con lievito madre: impasto e lievitazione

Per l’impasto della mia pizza alla pala con lievito madre inizio verso le 19:00 facendo una lunga autolisi di 1 ora, miscelando tutte le farine e 310gr di acqua. Lascio riposare in ciotola, col coperchio, a temperatura ambiente.

Poi aggiungo il lievito madre (licoli o pasta madre è indifferente, l’importante è che il lievito sia sano, rinfrescato e al raddoppio del suo volume) e impasto fino al completo assorbimento.

Lascio riposare 10 minuti e poi aggiungo 25gr di acqua. Impasto bene, a lungo, fino a farla inglobare completamente. Poi lascio riposare 15 minuti e aggiungo il sale, insieme ad altri 25gr di acqua.
Impasto nuovamente fino al completo assorbimento e la consistenza inizia a farsi parecchio morbida. Non mi lascio spaventare dalle mani appiccicose…una volta che la consistenza è liscia e il sale si è sciolto, faccio un’altra pausa di 10 minuti.

Poi faccio l’ultima aggiunta di altri 20-30 gr di acqua (consigliabili soprattutto per chi utilizza pasta madre solida). Quest’ultima aggiunta non è obbligatoria se non ve la sentite di gestire un impasto ad alta idratazione e sopratutto se vedete che la farina non riesce più ad assorbire l’acqua. Diciamo che può essere un obiettivo al quale tendere, col tempo!

Se ho aggiunto tutta l’acqua prevista, l’impasto si presenta molto morbido (se si utilizzano farine di forza media della stessa tipologia di quelle che ho utilizzato io). Come ultimo ingrediente aggiungo l’olio e.v.o, in due tranche, impastando fino al completo assorbimento prima di seguire con la seconda aggiunta.
Ora l’impasto migliorerà e diventerà sicuramente più liscio e piacevole da toccare.

In seguito all’aggiunta dell’olio e.v.o, trasferisco l’impasto in un contenitore unto di olio, col coperchio, e lascio lievitare 2 ore a 24°C, eseguendo un solo giro di pieghe di rinforzo dopo la prima ora. Poi metto il contenitore in frigorifero per almeno 10 ore. Le tempistiche del frigo si possono allungare di molto solo se si scelgono farine più forti.

Pizza alla pala con lievito madre: staglio e seconda lievitazione

Il giorno successivo, alle 9:00 tolgo il contenitore dal frigorifero e lo lascio acclimatare fino a farlo tornare a 20°C (io ci ho messo 3 ore circa). Poi ribalto su un piano infarinato e staglio: divido l’impasto in 2 con un tarocco, dò una piega a 3 ad ogni pezzatura e poi arrotolo a pallina.
Inserisco ogni palla in un contenitore unto di olio (della giusta dimensione…non deve essere troppo largo o la palla si spiattellerà) e rimetto in frigo per 3 ore.

Alle 15:00 tolgo dal frigo i contenitori e li lascio a temperatura ambiente (20°C) fino alle 19:30. Le due palline si gonfieranno ma non devono raddoppiare completamente, quindi vanno controllate.

Pizza alla pala con lievito madre: stesura

Accendo il forno alle 18:30 e lo lascio scaldare per 1 ora a 250°C statico con all’interno la pietra refrattaria.

La pietra refrattaria è disponibile sulla mia Vetrina Amazon QUI

Il forno deve essere il più caldo possibile, regolarsi quindi in base al proprio forno!

A seconda di come cuoce il forno, la pietra può essere posizionata direttamente alla base (o platea – in linguaggio tecnico di panificatori), a contatto con la resistenza. Nel mio forno questo non è possibile perchè la resistenza bassa scalda molto poco, quindi io posiziono la pietra refrattaria sulla gratella a metà forno per farla scaldare in modo ottimale.

Alle 19:30 stendo la prima pallina: la ribalto su un piano con abbondantissima semola di grano duro rimacinata (preparo come una sorta di “letto”, poi non si butta via ma si recupera…non temete!). Ricopro anche la superficie con moltissima semola perchè le dita non devono appiccicarsi.
In pratica dovete “impanare” alla perfezione l’impasto!

Per la stesura, eseguo dei buchi con le dita ben distanziate, su tutta la superficie e poi allargo della forma preferita (io avendo una pala quadrata, ho dato una forma leggermente tondeggiante. La vera pizza alla pala è però rettangolare e si utilizzano pale lunghe!).

Poi, come insegna il Maestro Bonci, la ribalto sull’avambraccio, la sollevo, scrollo leggermente l’eccesso di semola e lei si allungherà. La posiziono quindi sulla pala (strumento essenziale per poterla poi mettere sulla refrattaria) e sistemo la forma.

La pala è disponibile sulla mia Vetrina Amazon QUI

Pizza alla pala con lievito madre

Pizza alla pala con lievito madre: condimento e cottura

Condisco a piacere solo con un leggero strato di passata di pomodoro e origano, ed inforno direttamente sulla pietra refrattaria, con un movimento di pala bello deciso. Il forno deve restare alla massima temperatura per circa 8-10minuti. Occhi incollati!

Se la lievitazione è stata fatta correttamente e la pietra è molto calda, in questi pochi minuti la pizza si gonfia, formando delle belle bolle omogenee. A questo punto è possibile aggiungere mozzarella e altri condimenti più liquidi (io l’ho fatto direttamente in forno, senza togliere la pizza dalla pietra ma eventualmente è possibile toglierla rapidamente – sempre utilizzando la pala – e rapidamente aggiungere). Lascio cuocere altri 5-8 minuti, il tempo di far sciogliere bene la mozzarella, poi concludo con 3 minuti di modalità grill (facoltativa, solo se si vuole una crosta più scura e croccante).

Per sfornarla mi aiuto sempre con la pala, tanto la pizza si stacca senza difficolta dalla refrattaria.
Taglio e mangio calda!!

Pizza alla pala con lievito madre: tips & tricks

  • La pietra refrattaria è consigliabile lasciarla raffreddare in forno, così da evitare shock termici che potrebbero romperla. Non si lava, l’eccesso di farina si toglie con un panno umido o un raschietto. Eventuali macchie di unto…si tengono!
  • La pala di legno si tratta come un tagliere di legno. Anche lei può essere passata con un panno umido e poi si lasci asciugare.
  • Tra una pizza e l’altra è importante far tornare il forno a temperatura (ogni volta che si apre lo sportello perde calore), quindi i commensali devono avere pazienza!
  • Non esagerare coi condimenti liquidi se il forno non è molto potente. Il rischio è una pizza alla pala un po’ umida!
  • La mozzarella, se è fresca, io la faccio sempre sgocciolare e la “strappo”, non la taglio a cubetti.
  • Se dovesse avanzare pizza, si conserva in frigo nella carta alluminio e si riscalda anche il giorno dopo, in forno già caldo o sopra il tosta pane
  • Ovviamente questo impasto si presta ad essere anche un’ottima Focaccia alla pala
  • Se non avete pala e pietra refrattaria, non fate la pizza alla pala ma scegliete una semplice Pizza in teglia che trovate qui nel blog sia in versione con licoli, sia in versione con pasta madre</.

Pizza alla pala con lievito madre

 

 

Pane con farine di grani antichi Solina e Jervicella

Marche e Abruzzo unite in questo pane. Il Pane con farine di grani Solina e Jervicella può considerarsi un pane di grani antichi. Sì, perchè queste due particolari varietà di grano tenero erano coltivate agli inizi del Novecento nel sud delle Marche (Jervicella) e nelle zone montane dell’Abruzzo (Solina). Essendo farine di grani antichi con un glutine più debole rispetto alle varietà moderne, devono essere trattate con un po’ più di attenzione. Per questo troverete una gestione delle lievitazioni e dell’impasto un po’ diversa dal solito.
Se poi voleste approfondire, vi consiglio di iscrivervi ad uno dei miei Workshop di panificazione casalinga (anche online) di livello avanzato, dedicato proprio ai grani antichi!

Queste due varietà di grano tenero si trovano difficilmente nella grande distribuzione. Motivo in più per ricercare il meglio direttamente tra i tanti mulini eccellenti che abbiamo in Italia. Io personalmente ho provato la Farina di grani antichi Solina e Jervicella del Molino Agostini – che mi è stata gentilmente omaggiata da Carlotta!
Una miscela di queste due varietà di farine, entrambe coltivate in regime biologico, macinate a pietra e perfette per farci un’ottima pagnotta rustica con il lievito madre.

Pane con farine di grani antichi Solina e Jervicella: impasto e prima lievitazione

Pane con farine di grani antichi Solina e Jervicella

Per il mio pane con farine di grani antichi  Solina e Jervicella, inizio facendo una lunga autolisi di 1 ora, miscelando in una ciotola la farina, 240g di acqua fredda e il lievito madre (licoli o pasta madre) rinfrescato e quasi raddoppiato. Impasto e lascio la ciotola ben chiusa, per 1 ora abbondante, a temperatura ambiente.

Passato questo tempo, aggiungo il sale (nel caso di utilizzo di pasta madre solida, aggiungo altri 30g di acqua). Impasto nuovamente fino a che il sale non è completamente sciolto e l’impasto diventa liscio ed omogeneo.

Poi lascio rilassare in ciotola per 30 minuti e faccio un solo giro di pieghe di rinforzo, dopo di che lascio lievitare a temperatura ambiente (24°C) per 2 ore, senza toccarlo.

Pane con farine di grani antichi Solina e Jervicella: formatura e seconda lievitazione

Passato il tempo di lievitazione, l’impasto non sarà ovviamente raddoppiato ma non è importante. Passo quindi alla classica fase di formatura, dando alla pagnotta una forma rotonda e inserendola poi in un cestino di lievitazione ben infarinato.

La seconda lievitazione avverrà in frigorifero, a 4°C, per massimo 12 ore.

Pane con farine di grani antichi Solina e Jervicella: cottura

Per la cottura del Pane con farine di grano tenero Solina e Jervicella,  utilizzo la mia solita pentola di ghisa (trovate quelle che consiglio sulla mia Vetrina Amazon QUI) che faccio scaldare molto bene nel forno di casa, statico, a 250°C. Quando tutto è a temperatura, ribalto la pagnotta nella pentola, incido con la lametta e inforno per 20 minuti con il coperchio. Continuo poi la cottura senza coperchio per altri 30 minuti, controllando che non si scurisca eccessivamente (NB: le tempistiche del forno sono sempre indicative).

Sforno e lascio raffreddare completamente su una gratella. Taglio e assaggio dopo almeno 10 ore!

Pane con farine di grani antiche Solina e Jervicella

Pane con farina di castagne e lievito madre

Pane con farina di castagne e lievito madre

Questo pane con farina di castagne e lievito madre è davvero un pane speciale. Lo so, lo dico di ogni pane che faccio, ma qui c’è una componente in più: la farina di castagne regalatami da Alice, una ragazza della zona della Garfagnana. Lei e la sua famiglia hanno un castagneto dal quale ogni anno ricavano un po’ di kg di questa preziosissima farina. Preziosissima perchè è prodotta da vere castagne italiane (e fidatevi che molto di ciò che trovate nei supermercati non ha 100% provenienza italiana) fatte seccare su un metato (o seccatoio) e poi portate al molino a macinare. Il processo di essiccazione dura parecchi giorni e prevede un controllo rigoroso delle castagne.

Insomma, una farina davvero unica…che io ho avuto la fortuna di avere in dono da Alice – e che sicuramente acquisterò in futuro, appena sarà nuovamente disponibile (la produzione è ovviamente limitata e molto di nicchia).

Questo mio pane con farina di castagne e lievito madre è un pane dal sapore quasi dolce. Non c’è zucchero..è la farina di castagne che – se davvero buona – ha un sapore riconoscibilissimo! La farina di castagne è senza glutine, quindi va ben dosata all’interno degli impasti di panificati. Il rischio del pane freesbee è sempre dietro l’angolo quando si lavora con farine senza glutine.

In questo caso, infatti, ho volutamente scelto la forma del panbauletto o pane in cassetta, per preservare la struttura e consentire così uno sviluppo in altezza. Inoltre ho voluto sperimentare per la prima volta la gelatinizzazione: una tecnica molto usata in pasticceria (e anche nella panificazione) che consente di ottenere dei lievitati soffici senza dover necessariamente utilizzare grassi.

Consiglio poi di scegliere una buona farina di grano tenero di media forza (io in questo caso ho utilizzato la Tipo 2 Buratto del Mulino Marino che ha una forza W300, è semi-integrale e macinata a pietra) per compensare la farina di castagne senza glutine!

Il risultato è un sofficissimo Panbauletto dal sapore intenso, e leggermente dolce, di castagne. Pazzesco sia col dolce (marmellate, miele, ecc..) sia col salato (salmone, ricotta, formaggi, ecc..). Vi stupirà!

Pane con farina di castagne e lievito madre: preparazione dell’impasto

Per il mio Pane con farina di castagne e lievito madre, inizio portando ad ebollizione 150gr di acqua in un pentolino. Quando l’acqua bolle la verso direttamente sulla farina di castagne in una ciotola, e mescolo con una forchetta fino a creare una sorta di polenta di farina di castagne (attenzione ai grumi!).
Intanto, in un’altra ciotola, faccio l’autolisi con tutta la farina di grano tenero e 140g di acqua. Lascio riposare entrambe le preparazioni in ciotole ben chiuse con coperchio, per 1 ora.

Pane con farina di castagne e lievito madre

Passato il tempo di riposo, procedo aggiungendo il lievito madre (licoli o pasta madre) nell’autolisi. Impasto bene fino ad ottenere una massa omogenea, poi aggiungo il sale (insieme altri 15gr di acqua se sto utilizzando la pasta madre solida).

Impasto nuovamente per qualche minuto, fino a che non sento più il sale sotto le dita, poi inizio ad aggiungere la polenta di farina di castagne (che sarà ormai fredda), un cucchiaio alla volta, impastando bene.
Ci vuole qualche minuto e un po’ di pazienza per inglobarla tutta: ovviamente cambierà la consistenza dell’impasto, rendendolo molto più morbido, una volta inserita tutta.

Quando tutta la polenta è stata aggiunta all’impasto e ho raggiunto una consistenza liscia, smetto di impastare e lascio rilassare la massa in ciotola – con coperchio- per mezzora, a temperatura ambiente.

Pane con farina di castagne e lievito madre: lievitazione

Eseguo un paio di pieghe di rinforzo nelle prime 2 ore di lievitazione (mantenendo tempi regolari tra un giro e l’altro), dopo di chè non lo tocco più e lo lascio lievitare altre 2 ore a una temperatura di almeno 24°C (quindi 4 ore totali di prima lievitazione in totale).

Pane con farina di castagne e lievito madre

Terminata la prima lievitazione formo l’impasto dando una piega a 3 e arrotolandolo poi su se stesso a salsicciotto per il lato corto. Inserisco in uno stampo antiaderente precedentemente unto di olio e.v.o. Attenzione alla dimensione dello stampo: per queste dosi è importante scegliere uno stampo di dimensioni ridotte, così che il pane non si allarghi ma si sviluppi in altezza.
Lo stampo che ho utilizzato io lo trovate nella mia Vetrina Amazon QUI.

Se voglio aggiungere dei semi a piacere – io ho utilizzato dei fiocchi di avena – basta spruzzare dell’acqua sulla superficie del pane e poi distribuire i semi.

Inserisco poi lo stampo in un sacchetto (metodo palloncino) e metto subito in frigorifero a 4°C per la notte (massimo 8 ore).

Pane con farina di castagne e lievito madre: cottura

Dopo la maturazione al freddo in frigorifero, il Pane con farina di castagne e lievito madre, si presenta leggermente gonfio rispetto a quando è stato inserito nello stampo. è normale ed è meglio che non sia raddoppiato!

Procedo quindi alla cottura che eseguo semplicemente infornando lo stampo con dentro il pane, nel forno statico precedentemente scaldato a 250°C.

Sarebbe ideale riuscire ad immettere un po’ di vapore per cuocerlo alla perfezione. Dato che il mio forno è molto poco potente, io ho inserito lo stampo nella pentola di ghisa calda e poi l’ho cotto come una normale pagnotta. Se invece avete un forno potente, una valida alternativa può essere quella di buttare un paio di cubetti di ghiaccio alla base del forno subito prima di infornare. Dovrebbero creare il giusto vapore andando a sciogliersi nei primi minuti di cottura.

Dopo 20 minuti di cottura con vapore, continuo a far cuocere altri 20 minuti senza vapore, abbassando a 230-220°C.

Sforno, estraendo il pane dallo stampo, e lascio raffreddare su una gratella. Noterete subito l’estrema morbidezza, come fosse un Panbrioche!

Pane con farina di castagne e lievito madre

 

Attendo le vostre sfornate….

su Instagram QUI

sul Gruppo Facebook QUI

 

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano

Ok, il momento è arrivato. E’ Dicembre, siamo in lockdown e il Natale incombe. Se non ora, quando?

Come avevo promesso, mi sono cimentata nella produzione di un lievitato natalizio, il più semplice di tutti: il Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano. Perchè non provare a fare il classico panettone o pandoro? Perchè senza planetaria/impastatrice il rischio di insuccesso è quasi certo e non mi va di sprecare ottimi ingredienti per fare test.

Il panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano, invece è assolutamente fattibile, anche perchè ha un solo impasto. Ovvero si fa tutto in una giornata, a patto che ci si metta d’impegno, si abbia tempo per tenerlo controllato e soprattutto il lievito madre sia in ottima forma. Per questo motivo ho deciso di includere una tabella oraria per poter permettere a tutti di capire come organizzarsi. Il mio consiglio? Fatelo durante il #WeekendBakingClub!

Il risultato è ottimo, assolutamente non dolce, perfetto per essere farcito come  più vi piace e portato in tavola a Natale tra la scelta di antipasti. Io ovviamente non l’ho farcito (siamo in 2, come avremmo potuto mangiarcelo tutto, anche solo per fotografarlo?!). Quindi uno l’ho congelato già a fette, l’altro lo ho mangiato a colazione…perchè alla fine è un po’ come fosse un Panbrioche, poco dolce!

Magari è un po’ anni ’80 come cosa…però per chi non si può permettere la produzione a mano di un grande lievitato, sono certa che darà soddisfazione. E poi, nulla vieta di provare a farlo più dolce, aggiungendo canditi e uvette..chissà che magari….

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano: preparazione del lievito madre

Questa ricetta, come tutte le mie ricette, si può realizzare sia con licoli, sia con pasta madre (è tutto scritto nel box ingredienti). La cosa fondamentale però, è che il lievito sia in ottima forma! Quindi ecco i miei consigli per prepararlo al meglio.

  • Durante la settimana fate almeno 3 rinfreschi tra lunedì e venerdì
  • Venerdì sera fate l’ultimo rinfresco tardi, prima di andare a letto, e lasciate il lievito fuori dal frigo per tutta la notte, in una stanza dove non ci siano più di 19 gradi
  • Sabato mattina alle 8:30 fate un altro rinfresco, poi attendete che triplichi tenendolo a 28°C
  • Se triplica entro le 11:30 allora via libera all’impasto del Panettone gastronomico!

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano: l’impasto

Mettersi comodi perchè ci vorrà un’oretta in totale – tra impasto e pause. Io ho fatto tutto a mano e vi consiglio di fare lo stesso se come me amate impastare, avete le mani sempre fredde e non vi fate intimorire dagli impasti molli. Per tutti gli altri, impastatrice/planetaria!

Inizio mettendo il latte tiepido in una ciotola grande, aggiungo lo zucchero e il malto (se non lo avete, omettetelo. Se volete acquistarlo lo trovate anche su Amazon qui) e sciolgo bene con una frusta. Poi aggiungo il lievito madre (licoli o pasta madre) e sciolgo anche quello. Poi aggiungo l’uovo intero (a t.a.) e mescolo, poi aggiungo 400g di farina setacciata e inizio ad impastare. Faccio assorbire bene tutta la farina e il mio impasto si presenta molto molle e appiccicoso. 10 minuti di pausa, poi aggiungo il sale e impasto nuovamente.

Altri 10 minuti, intanto prendo i due tuorli e li aggiungo all’impasto – uno alla volta – riprendendo ad impastare. Impasto bene i tuorli, ci vorranno 5 minuti circa e il mio impasto sarà ancora più appiccicoso. Pausa di altri 10 minuti ed infine aggiungo altri 30g di farina nel caso di impasto con pasta madre, o altri 40g di farina nel caso di impasto con licoli, e impasto nuovamente fino al completo assorbimento. Gli ultimi 10g di farina sono opzionali.

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano

L’impasto non deve essere liscio, non ancora. Lascio riposare in ciotola 15 minuti prima di aggiungere l’ultimo ingrediente: il burro morbido a pomata. Io ho utilizzato un burro Meggle bavarese (si trova al supermercato) che ha un bel colore giallo ed è bello plastico. Divido il burro in 3 parti uguali e inizio ad impastare una parte alla volta, facendolo assorbire bene. Tra un’aggiunta e l’altra faccio una pausa di almeno 5 minuti. Se notate che l’impasto si sfilaccia, vuol dire che lo state scaldando troppo. Pause più lunghe, mani sotto l’acqua fredda ed eventualmente pausa in frigo veloce per l’impasto.

Finite tutte le aggiunte di burro, devo ottenere un impasto liscio, omogeneo, non appiccicoso, che si stacchi bene dalla ciotola.

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano: lievitazione

Lascio lievitare l’impasto per 45 minuti in ciotola, ad almeno 24°C. Ribalto sul piano di lavoro senza farina e lo pirlo (lo rendo una bella palla rotonda). Lascio riposare 2 minuti sul piano di lavoro, scoperto, poi lo inserisco nel pirottino da panettone alto da 750g. (io li ho acquistati su Amazon e li trovate qui) con la chiusura rivolta verso il basso – la pallina deve avere la parte liscia e bombata verso l’alto.

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano

Copro con un sacchetto di plastica alimentare e metto in forno con la lucina accesa a 28°C per circa 4-6 ore. La velocità della lievitazione dipende dallo stato di salute del lievito e dalla temperatura di lievitazione. In ogni caso, deve stare ad almeno 24-26°C.

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano

Quando ha quasi raggiunto il bordo dello stampo, tolgo l’impasto dal sacchetto e lo lascio all’aria per 15 minuti. Intanto accendo il forno a 200°C statico e faccio scaldare bene.

Si formerà una sottile pellicina alla parte bombata del Panettone gastronomico: perfetto! Spennello con un mix di tuorlo e latte ed inforno a 200°C per circa 45 minuti totali. Dopo i primi 15 minuti, quando la cupola si è alzata bene, copro con un foglio di carta alluminio per non fare scurire troppo. Attenzione alla temperatura del vostro forno!! Se è molto potente, abbassate a 180°C. Deve cuocere dolcemente ma bene. Per sapere se è cotto è fondamentale il termometro a sonda per alimenti (il mio lo trovate qui). La temperatura al cuore deve essere di 95°C.

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano: raffreddamento

La parte divertente è il raffreddamento. Quando si sforna il panettone gastronomico è importante tenerlo a testa in giù. Per farlo sono necessari dei ferri da maglia, o dei lunghi stecchi di metallo da bbq. Si infilza il panettone appena sfornato e lo li lascia raffreddare per qualche ora a testa in giù, mantenendo così la naturale bombatura.

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano

L’ideale è tagliarlo il giorno successivo, così da poterlo affettare senza far fatica. Si può anche surgelare, già a fette, così da farcirlo la mattina di Natale e portarlo in tavola.

Panettone gastronomico con lievito madre, impastato a mano

Fatemi sapere se proverete a farlo! Può essere un piacevole regalo di Natale per amici e parenti (ovviamente lo regalerei non farcito, così ognuno lo riempie come preferisce).